Agricola De Filippis

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La nostra storia.

Torre Colombaia Agricola De FilippisLa Masseria San Giovanni risale al XVI sec.
Oltre 300 ettari di olivi secolari, agrumeti e vigneti che narrano le antiche vicissitudini storiche del territorio.
In origine apparteneva alla famiglia di Giulio Cesare Giordano, il quale, nel 1586 la cedette al rappresentante di una delle famiglie più nobili del tarantino: Lorenzo Scardino.
Alla morte di questo, la masseria fu ereditata dal figlio Stefano e nel 1627 la cedette al Monastero di San Giovanni di Taranto.
Con la gestione delle Benedettine la masseria subì diversi cambiamenti di ordine agronomico, volti soprattutto alla valorizzazione dell’olivicoltura.
Nella seconda metà dell’Ottocento, in seguito al susseguirsi delle vicende politiche che portarono all’unità del Regno d’Italia, la masseria San Giovanni divenne di proprietà del Lord inglese James Lacaita che, originario di Manduria (TA) ma vissuto per lungo tempo in Inghilterra, tornò in Italia perché profondamente innamorato e nel 1861 fu eletto Senatore del Regno D’Italia.
Dopo la sua morte, il figlio Carlo Lacaita ereditò la masseria e continuò ad affidarla alle cure del procuratore Giuseppe De Filippis che, successivamente, la acquistò e la migliorò trasformandola in una più efficiente azienda agricola.
Negli ultimi decenni l’azienda agricola San Giovanni è multifunzionale perché diversificata nelle varie produzioni: allevamento, trasformazione e vendita dei suoi prodotti, frantoio e vinificazione.

Nella masseria San Giovanni si trova uno dei simboli architettonici più emblematici delle masserie del 1500: le Torri Colombaie.
Infatti, a partire da quest’epoca, in conseguenza delle condizioni di insicurezza in cui versava il Mezzogiorno d’Italia, la maggior parte delle masserie si dotò di imponenti strutture complementari costituite da torri per l’allevamento dei colombi. Le torri colombaie presentano dimensioni grandiose e, quasi sempre, sono isolate e distanti dal complesso delle masserie perché servivano anche a scoraggiare attacchi da parte dei briganti e come torri di controllo del territorio.
L’allevamento dei colombi, infatti, assume diversi significati: uno biblico ed evangelico, un altro che simboleggiava il potere della famiglia nobile sul territorio, ed infine economico poiché l’allevamento, all’interno della torre di migliaia di colombi (carni pregiate molto apprezzate dai nobili dell’epoca), producevano anche un’enorme quantità di “columbina” che serviva per la concimazione dei terreni e per la concia delle pelli.

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